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Liceo Classico e Linguistico L.A. Muratori - San Carlo
“Il futuro ha un cuore antico” Carlo Levi
Ciao Loretta dal tuo Liceo

Nella notte del 23 luglio è mancata la prof.ssa Loretta Mezzetti, docente di Biologia, Chimica e Scienze della Terra presso il Liceo L.A.Muratori dal 1985.

La portiamo nel cuore per la sua lunga e tenace testimonianza di amore alla vita

Il giorno 25 alle ore 15 ci sarà la benedizione presso le camere ardenti del Policlinico e a seguire la sepoltura presso il Cimitero di Saliceto Panaro

 

Oggi Loretta ci ha lasciato. Migliaia di studenti e centinaia di colleghi che l'hanno conosciuta in 40 anni di appassionata carriera professionale custodiranno con affetto e riconoscenza il suo indomito messaggio di amore per la vita, espresso nella forza con cui ha fronteggiato le ripetute avversità e le costanti difficoltà della sua malattia, senza mai esserne avvilita o logorata, ma al contrario testimoniando a tutti come la vita prenda senso, bellezza e dignità dal valore morale e dalla ricchezza emotiva di chi la incarna. La sua luce oggi si è spenta, ma fino a oggi ha brillato con il calore e la vivacità di sempre, la stessa con cui arrivò al Muratori nel 1985, giovane neoimmessa in ruolo, bellissima e solare, intellettuale a 360 gradi senza spocchia né retrogusti nevrotici, amatissima dagli studenti per la sua straordinaria capacità di essere affettuosamente severa e per la simpatia e saggezza con cui sapeva ascoltare e sdrammatizzare i piccoli e grandi dispiaceri di cui era la  depositaria d'elezione. La nostra scuola è diventata sempre più, nel corso di tanti anni, il fulcro di numerose e profonde amicizie che hanno sostenuto Loretta nella sua quotidianità, amicizie nelle quali lei ha saputo restituirci fino all'ultimo una eccezionale testimonianza di vita, della quale in questo momento soffriamo aspramente la privazione, ma che ci impegniamo a coltivare, nella speranza che ci renda, tutti, un po' migliori.

Alessandra Manzini

 

Ciao Loretta. Sei stata per tanti anni la "prof di Scienze" del corso B, abbiamo condiviso consigli di classe, scrutini, cene di quinta, abbiamo parlato - da colleghe e coetanee - dei nostri studenti, del nostro lavoro e della nostra vita. 

I ragazzi ti hanno molto apprezzato ed amato  per le tue vastissime conoscenze e per la attenzione con cui li hai sempre osservati, la sensibilità con cui hai saputo vedere, spesso prima di noi, le loro difficoltà ed i loro problemi. 

Per loro e per noi sei stata, anno dopo anno,  la dimostrazione di come l'intelligenza, la cultura,  la voglia di vivere la propria professione possano far superare ogni ostacolo. Ci lasci questa ultima lezione, la più difficile, ma forse la più importante: anche in questo sei stata una vera insegnante fino alla fine, nonostante i limiti che la malattia ti ha imposto.  Resterai sempre nei nostri cuori

Donata

 

Quanto ti piaceva chiacchierare,quando ci si trovava per ricreazione al primo piano a prendere il caffè,magari accompagnato da qualche biscottino ! Avevi sempre un pensiero per i tuoi ragazzi e anche per quelle piccole sciocchezze quotidiane che ci rendevano complici e amici, scaldandoci il cuore in una scuola che sentivamo come unica , insostituibile ,  così  profondamente  nostra.Ciao, Loretta

 Rossella B.

 

Loretta ci ha lasciato molti ricordi e molti insegnamenti. Un esempio impareggiabile di amore per la vita. Gliene siamo tutti e tutte grati perchè ci ha sostenuto molto di più di quanto, eventualmente, siamo stati capaci noi di sostenere lei.

Le cene, le serate al cinema non saranno più le stesse senza di lei, sempre pronta a "prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre loro fine", a combattere ogni giorno la sua battaglia con dignità estrema. Già solo per questo fatto si imponeva all'affetto di tutti.

Ti sia lieve la terra, Loretta, ti abbiamo voluto bene e perdonaci se abbiamo mancato.

Rossella Ruggeri

 

 
Ho conosciuto Loretta Mezzetti al Muratori dove ero ritornata dopo un lungo "esilio" nel 1983.Lei arrivò due anni dopo;mi colpì subito  la sua allegria, l'aria scanzonata con cui consapevolmente e forse provocatoriamente interpretava la sua figura di insegnante così diversa dalle personalità carismatiche che ancora  noi giovani(aveva tre anni meno di me) incontravamo  reverenti nei corridoi del Liceo; le piaceva scherzare anche sul fatto di non essere una vestale del Muratori:" cosa volete,io ho fatto il Tassoni", le piaceva raccontare di essersi trovata casualmente a ballare  con i suoi studenti  in discoteca, non disdegnava di usare, talora anche in consiglio di classe,  un linguaggio appunto  studentesco quasi dissacrante nel rigido dover essere di allora e pazienza se il preside o il collega di turno sobbalzava al suo "che palle!". Amava  insegnare,  amava trasmettere  il suo sapere scientifico e la sua passione ed essere a contatto con i giovani che la sentivano in quegli anni vicina a loro in una sorta di misteriosa e apprezzata complicità. Fu anche insegnante di mio figlio. Poi venne il terribile autunno 1991;terribile per me e per lei.In quell'anno, dopo essere stata membro interno in una classe che avevamo in comune e in difesa della quale tanto lottammo insieme, le fu diagnosticata la  crudele malattia.E iniziò il suo calvario che coinvolse oltre a quello fisico   altri molteplici piani che le sue amiche più strette conoscono bene e le cui sofferenze hanno cercato con l'affetto e la presenza di alleviare.  Io non ero fra queste, alle prese anche io con la  fatica e talora la pena di vivere, ma  ho sempre seguito  con profondo rispetto e pietà  la parabola crudele che oggi è terminata.
 Vorrei  però concludere questo memento di Loretta  con un ricordo che mi è caro e che riguarda entrambe.Infatti poteva essere forse il 1996 (o 1997) quando nonostante tutto quello che ci portavamo sulle spalle decidemmo di  accompagnare in gita scolastica in Andalusia una classe  che condividevamo.E di quella gita spagnola conservo immagini liete, di risate, di flamenco,di atmosfere andaluse, di confidenze fra paella e sangria.  Con quelle sue risate ancora gioiose e  con quell'amore  per la vita desidero ricordarla, mentre non posso non associarle nella memoria  le tante colleghe e amiche del mio , del nostro liceo che mi corrispondevano e  ci hanno lasciato:la Nara Palmieri, la Grazia Barbieri, la Claudia Tarabusi , la Margherita Chiesi  e altre,oltre ai grandi maestri Bellentani, Calzolari, Mattioli. Ma nel cuore "nessuna croce manca"...
 
Roberta Cavazzuti

 Ti ricorderò con grande affetto,,,,,, ciao Lory......

Francesca Boscarino

 
A una donna forte che ha resistito alle tante dure prove di Madre Vita , spesso ingrata e con lei così sbilanciata. Eppure Loretta ha amato la vita , la scuola , gli studenti e anche noi colleghi e colleghe , così  troppo persi spesso nelle nostre piccole beghe personali. Ora vorrei ricordare di lei questo , con grande affetto e enorme rispetto : la rabbia che non ha avuto quando altri si sarebbero chiusi in essa per molto meno , la determinazione che ha mantenuto , la tenacia nel vivere e lavorare ...  E nei suoi ultimi giorni,  la trasfigurata bellezza senza tempo senza spazio senza confini che l'ha accompagnata nonostante la deturpazione  di bende macchine e tubicini . Addio Loretta , ora puoi varcare la soglia del non essere , qualunque essa sia. Cercherò di ricordare la lezione che mi hai dato , finché avrò davanti anch'io la stessa soglia da varcare. Buon viaggio , Loretta.

 quello che mi colpiva di Loretta era la sua "fame di vita" : curiosa di tutto ciò che accadeva  intorno a lei ,le novità in ogni campo.. i fatti strani, le scoperte scientifiche..ma anche attenta  alle persone che incontrava... 

Intelligente, ironica, forte e... determinata a non mollare mai... sempre concentrata sui suoi studenti, che sono stati ogni giorno, forse esserne consapevoli, la sua grande forza. Ci ha insegnato il coraggio,il valore  di quelle  cose che sembrano piccole e le diamo per scontate, ma che diventano preziose quando ti sono negate ...
ciao Loretta
annarita
 
Loretta mi ha voluto bene per prima, con la sua tipica generosità: a ciò di cui aveva bisogno per i limiti imposti dalla sua malattia provvedeva innanzitutto da sola, con intelligenza, pragmatismo e dignità, e nei confronti degli altri esprimeva una disponibilità attenta e disinteressata, creando subito un contatto confidenziale e scanzonato. Si accorgeva dei rovelli e dei magoni altrui e con estrema naturalezza condivideva i propri, per dissipare tutto in un pianto liberatorio o nell'ironia.
Mi ha insegnato che non c'è niente da fare, a volte viene proprio da piangere, ma si piange insieme, ci si consola insieme e si va subito avanti. Mi ha insegnato a ridere delle proprie tristezze, sfogandosi con qualche bella espressione colorita, le sue memorabili per la dirompente estrosità.
Mi ha insegnato come si reagisce alla malattia, pur soffrendone il terribile limite, impegnandosi a vivere pienamente con tutta l'intensità possibile, a costo di grandissimi sforzi: sono felice di essere riuscita a dirle tutta la mia ammirazione perché era sempre a scuola, puntuale, ben vestita e pettinata, sulla sua sedia a rotelle, con ogni tempo, quando io in cuor mio imprecavo per la fatica quotidiana e i lunghi inverni o i caldi sempre più precoci. So quanto le costava, ma ci teneva moltissimo. Le dicevo che la sua stessa presenza a scuola era un insegnamento grandissimo per i suoi studenti.
Mi ha insegnato a non vergognarsi di farsi aiutare, creando una complicità spontanea, ma ciò che mi ha permesso di fare per lei era sempre commisurato alle mie capacità, con grande tatto. 
Mi ha insegnato perfino a non avere paura della morte: con la sua consueta semplicità mi ha permesso di starle vicino fino alla fine, insieme agli amici più intimi, che l'hanno accompagnata numerosissimi, condividendo speranze e angosce in una relazione continua e profonda di affetto. Mi ha commosso per la preoccupazione rivolta alle persone che ha avuto accanto, perfino nei momenti più critici.
La sua autenticità tirava fuori il meglio di me. Anche adesso sento di dover essere degna di lei, che ha accettato dolorosamente e consapevolmente di perdere la forza del corpo, ma mai la dignità. Non posso essere retorica, mi avrebbe rimproverato qualsiasi "sviolinata", ma le devo tanto. Per me sono un monito e un'eredità preziosa la sua morale profondamente laica e profondamente umana, l'altruismo irriducibile, la coscienza femminile orgogliosa e fiera, l'amicizia straordinariamente sincera, la disponibilità a ridere fra le lacrime.
Grazie Loretta.
 
Caterina Bonasegla
 
Nessuno muore sulla terra se vive nel cuore di chi resta.
 
Ciò che ci lascia oggi Loretta è l’eredità più importante, preziosa e duratura che possa esistere: un bagaglio di aneddoti e ricordi che ancora oggi, a distanza di vent'anni dalla nostra maturità, conserviamo gelosamente (e gioiosamente) nei nostri cuori. 
Grazie Prof.
 
Benedetta, Elisa, Flaminia, Giada, Laura e Silvia - Camerata Parigi, classe IIID 1998/99
 
Cara Loretta, grazie di averci sempre mostrato la tua grande volontà nonostante la malattia, la tua dignità di docente, nonostante le fatiche e i numerosi limiti della quotidianità, il profondo legame con la scuola, per te davvero luogo di vita, l'amicizia sincera espressa nel rendere partecipi, noi colleghe, di ogni tua esperienza lieta o dolorosa, con una sincerità e una spontaneità quasi disarmanti. Questa è la dimostrazione del fatto che per te la scuola non era solo l'ambiente dell' attività lavorativa, ma anche del confronto, dell' amicizia, della condivisione, della collaborazione, del consiglio fraterno e disinteressato.

Ti abbiamo visto sorridere, a volte in modo scanzonato e ironico, ti abbiamo visto piangere, ma mai disperarti per le innumerevoli sofferenze che la vita ti ha riservato. Di questo ti sono immensamente grata, perché resterai un esempio che ci accompagnerà e di cui sentiremo la mancanza nel cammino futuro. Non ti dimenticheremo.

Silvia Malagoli

Ciao Loretta,

 mi mancherai tanto, mi manchi già tanto. Mi mancherà la nostra amicizia che si era intensificata e consolidata a partire dal 2008, quando entrambe, sia pure per motivi diversi, eravamo rimaste prive dei nostri compagni di vita. Insieme e grazie anche ai molti amici che ci hanno aiutato, abbiamo riempito questo vuoto con tante iniziative interessanti e divertenti. Mi mancheranno i nostri concerti del sabato pomeriggio, i film del sabato sera, le nostre conversazioni sulla scuola, gli ex studenti, la cucina, i viaggi e su mille altri argomenti seri e futili, perchè con te si poteva parlare di tutto. 

Mi mancheranno soprattutto le nostre risate. Pochi giorni or sono, qualche ora prima del tuo ultimo ricovero, mi hai chiesto una barzelletta e dopo che io te ne ho raccontate due, mi hai detto “Sei divertente”. Ti sono grata di questo complimento e quello sarà per me non solo l'ultimo, ma anche il più significativo ricordo del nostro percorso di amicizia. Perchè tu, a dispetto dei tanti problemi e difficoltà e dei conseguenti momenti di amarezza, eri una persona che amava intensamente la vita, che voleva essere ed era allegra e gioiosa.

Hasta siempre compaňera del alma.  

Rossella Giberti

 

Cara Loretta,

 è difficile aggiungere qualcosa alle belle parole che ti sono già state rivolte. Ti vogliamo ricordare nei tanti momenti delle riunioni disciplinari in cui tu, con una sola frase, risollevavi il nostro umore e durante le pause caffè quando ci intrattenevi con i tuoi racconti, che spaziavano dai viaggi agli ultimi film visti passando attraverso la tua grande passione per l'insegnamento delle scienze. Sei sempre stata un esempio di fierezza, dignità, serietà professionale, capacità di ascoltare gli altri e di stabilire con loro rapporti profondi. Ti avremo sempre nel nostro cuore e in classe cercheremo di trasmettere il tuo entusiasmo.

 I tuoi colleghi di scienze

.

Il mio ricordo di Loretta è profondamente legato ad una telefonata che mi fece, quando colpita improvvisamente da una malattia, lei mi chiamò per farmi coraggio e per dirmi nel dettaglio come affrontare una situazione che mi angosciava.

Ricevere quei consigli da lei, che già da anni era stata colpita dalla sua infermità, fu veramente illuminante: compresi la sua grandezza nell'affrontare il dolore, la sua tenacia, il suo coraggio, il suo attaccamento alla vita. Colsi la sua attenzione nei confronti degli altri, la sua capacità di confortare e rasserenare.
Ciao Loretta, ti ringrazio per tutto quello che ci hai dato.

 Rita Sant'Unione

 

Inquieta lucertolina, sono Domenico, mi senti, mi vedi? Nel tuo impossibile affanno sempre scappavi dalle paure e correvi spedita verso un raggio di luce. Goditi, finalmente, beata, il riposo. In pieno sole. Mia cara lucertolina Loretta.
Domenico Pirondini
 
Solo oggi ho saputo di Loretta, non ho e non servono parole in questi momenti, sento un gran vuoto, vuoto che avvolge e avvolgerà tutto il Liceo.ciao Loretta :mancherai!!!
Ivan Cavani
 

 

Penso sia giusto che aggiunga anche io una testimonianza alle tante, belle, proposte dagli insegnanti e dagli studenti che hanno conosciuto Loretta.

Tanti anni sono trascorsi da quando apparve a scuola questa giovane bellissima, che – diciamolo – non poteva passare inosservata al drappello dei docenti maschi presenti al liceo. E poi i lunghi anni della malattia, nei quali – come hanno ricordato benissimo i colleghi – Loretta ha mostrato un coraggio e un amore per la vita che, possiamo ben dirlo, costituiscono il lascito più prezioso per tutti noi che abbiamo avuto la sorte, il dono, di frequentarla. In termini personali, credo di non avere mai conosciuto nessuno in grado di affrontare con tale coraggio, espressione forse a un tempo di razionalità scientifica e di speranza indefettibile, una malattia così lunga e terribile.

L’amore per la vita era accompagnato e sorretto, con estrema evidenza, da due caratteristiche inconfondibili proprie della personalità di Loretta: l’umorismo e la sincerità, assoluta, nell’uso della parola. Sull’umorismo, penso che tutti ricordiamo il repertorio delle sue barzellette (alcune a dire il vero un po’ osé…) che era solita raccontarci anche tra uno scrutinio e l’altro, per stemperare un po’ la tensione, in una scuola che a volte non ne è priva. Sulla sincerità, sulla assoluta attitudine a chiamare le cose con il loro nome, forse merita soffermarsi un istante: perché è questa una dote rara, in un mondo fatto spesso di piccoli compromessi o perfino ipocrisie. Loretta non aveva mai peli sulla lingua: e questo era bellissimo. Un piccolo ricordo personale. Mio figlio Paolo, dopo avermi dichiarato di avere la chimica nel sangue, aveva fatto una verifica da schifo. Loretta mi urlò in sala insegnanti: “Gigi, tuo figlio ha preso quattro, non sapeva un…” (censura). Alla faccia della privacy: ma viva la sincerità di chi ti dice le cose in faccia (non riporto quello che poi ho detto a mio figlio).

Un ultimo aspetto della personalità di Loretta, che mi sembra di avere colto. La curiosità, intesa anche nel suo senso più nobile. Scavando nei ricordi assieme a mia figlia, ci siamo rammentati di avere visto più volte Loretta agli incontri di formazione promossi dalla comunità di don Dossetti, alla quale appartengo. Non ho mai voluto o saputo approfondire la cosa, ma insomma è evidente che Loretta, in possesso di una solida formazione scientifica, era del tutto estranea a un approccio limitatamente scientista alla vita. Quali che fossero le sue convinzioni personali, maturate nell’intimo della sua coscienza, è evidente che desiderava ascoltare, diciamo così, anche la campana dei credenti. E anche per questo la ringrazio e le rinnovo – per sempre – il mio affetto e la mia stima.

Luigi Cattani


Pubblicata il 24 luglio 2019

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