Concorso Soggettivamente 2018: i vincitori e le motivazioni

 

 Video di Nicolò Altini, Foto di Greta Camerini

 

Soggettivamente, quando gli studenti interpretano la felicità -  Gazzetta di Modena

 

Concorso Soggettivamente, ecco i nuovi talenti del Muratori San Carlo - Gazzetta di Modena

 

Vincitori di Soggettivamente 2018, Felicità

La Commissione del premio artistico-letterario Soggettivamente, composta dalle professoresse Donata Ghermandi, Cristina Codeluppi, Lucia Gaiani, Giovanna Guidetti e dal professor Aldo Meschiari, è lieta di presentare le opere dei vincitori dell’edizione 2018, Felicità.

 

Fumetto/Immagine

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Filippo Contatore

 

5°A

 

Filippo ha scelto una tecnica mista, acrilico e acquerello su tela, in un formato tradizionale di medie dimensioni, per proporre la sua personale riflessione sulla felicità e ha indagato un volto umano, in un diretto frontale crudo ritratto. Il segno aspro deciso e la campitura scarna sono protagonisti sullo sfondo dalla luminosità incerta e dal quale ogni decorativismo è bandito. Certe tonalità calde si scontrano in cupe dissonanze. La forte tensione emotiva e l’inquietudine che derivano da quello sguardo insistente, ci costringono ad una profonda partecipazione al sentire interiore di quell’uomo. La felicità appartiene alla sfera del trascendente, possiede però un fondamentale caposaldo nella condizione immanente dell’io, nella soddisfazione di bisogni primari e istinti. Ma l’appagamento biologico è sottoposto ad una temporaneità irrevocabile.  Binomio inscindibile: sofferenza e felicità, anelito a quella condizione tanto attesa cercata raggiungibile, ma transitoria. Col perpetuo sciogliersi del colore e frammentarsi della linea, l’artista diventa latore di questa struggente consapevolezza.

Foto

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Niccolò Altini

        

3°AL

 

Nella foto di Nicolò ci si affida ad un generoso bianco e nero, se ne indagano le suggestioni e si sottolineano le valenze evocative. Nella riproduzione del reale con la sottrazione di un elemento fondamentale del dato visivo come il colore, ci si sposta in una dimensione iconica parallela dove l’oggetto è costruito non da tinta, ma da luminosità calibrata. Nicolò ha insistito sulla purezza del bianco e nero. Il bianco e nero crea effetti materici più evidenti, seleziona i volumi rendendoli puri e sviluppa una tendenza analitica molto sensibile agli aspetti formali degli oggetti, l’acqua del mare e la sabbia per esempio. Assumiamo così uno sguardo più sensibile alla luce, percepiamo con più attenzione quelle ondine illuminate e increspate che si infrangono vicino al bambino e ne sentiamo il lieve suono, nel silenzio di un tardo pomeriggio primaverile. Si è apprezzata la struttura compositiva: una partizione aurea dei piani orizzontali sottolineata da diverse luminosità: il cielo, il mare, la spiaggia. Si è ritenuto sviluppato con coerenza il tema proposto attraverso la narrazione di un sereno gioco infantile: il secchiello, in basso a sinistra in primo piano, è lì stato lasciato dal bambino che, per realizzare la sua opera, utilizza semplicemente un mucchietto di sabbia e i bastoncini… ed è felice.

Menzione Foto

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Emma Bellentani

        

4°CL

 

Alla giuria è piaciuta la vivacità delle soluzioni espressive. Emma si è affidata alle notevoli possibilità del bianco e nero che tendenzialmente è più suggestivo della policromia. Un bianco e nero volutamente accentuato, per contrasto, dal giallo intruso e allo stesso tempo protagonista. Il giallo, colore archetipo della felicità, da sempre associato al sole fonte primaria di luce, di calore, di vita. Questa sensazione di serenità evocata dal giallo che si impone sul non colore, trova poi il suo apice figurativo nel nucleo uomo e bambina: un padre che è chino dolcemente accanto alla figlia e partecipa al suo stupore e alla sua gioia. Si è apprezzata la struttura compositiva, equilibrata nei moduli verticali e in quelli orizzontali, arricchita e movimentata, ma armoniosa, come il porticato gotico dello sfondo che si impone e dialoga con la vivacità giocosa e irregolare dei palloncini. Così si è ritenuto sviluppato in maniera articolata, originale e coerente il tema proposto.

Video

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Benedetta Nicoli

3°AL

 

Il video, ideato dall’autrice come documentario tratto dalla realtà quotidiana di una grande città, racconta una storia di notevole interesse sociale ed umano.  Il protagonista Tommaso, per la particolarità della sua esperienza, può ben rappresentare l’idea della felicità, intesa come riconoscimento della propria dignità e come risposta ai bisogni essenziali di ogni persona, materiali ma soprattutto affettivi. L’autrice ha scelto una chiave di lettura che mette in luce aspetti della vita spesso considerati scontati, rivelandone invece l’importanza e chiamando in causa anche il valore della solidarietà. Il premio è attribuito per l’efficacia del messaggio, per l’attenzione e la cura avuta nelle riprese, capaci di rendere significativi luoghi ordinari del nostro quotidiano, per la spontaneità delle parole e degli sguardi di Tommaso e degli altri protagonisti, che costituiscono senz’altro un valore aggiunto.

Menzione Video

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Niccolò Altini 

3°AL

Abbiamo apprezzato del video di Niccolò l’impiego sapiente del colore, a sottolineare i passaggi narrativi; l’uso attento della telecamera, a costruire inquadrature non scontate ma evocative del messaggio della storia; la musica di sottofondo che, attraverso un climax ascendente, amplifica la resa estetica del racconto. Non è certo una sorpresa questa menzione speciale per Niccolò, e dimostra un talento in crescita che speriamo possa continuare ad essere coltivato.

Menzione Video

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Federico Carrera  

Alice Gibertini, Lucrezia De Biase, Lorenzo Plazzi, Barbara Panza, Vittoria Roscelli, Francesca Degli Esposti

4°A

Splendido l’incipit in perfetto stile Woody Allen. Musica jazz, Louis Amstrong, primi piani sugli oggetti di casa e il protagonista che si sdraia nella vasca da bagno con una scatola da scarpe piena di… Non vogliamo certo togliere il gusto di guardare con tranquillità il video di Federico, che presto verrà pubblicato sul sito della scuola. Abbiamo deciso di menzionare quest’opera perché dimostra un’idea della felicità non banale, anzi per lo più straniante, come spesso nelle opere di Federico. I tempi sono dilatati rispetto alle consegne, ma il risultato convince. Il talento c’è, ora tocca al nostro giovane artista proseguire su questa strada…

Racconto

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Anna Beatrice Grandi

 

1°A

Sospesa in un’atmosfera di sogno e realtà, la storia della funambola alla ricerca di pensieri felici per lasciarsi andare in una caduta mortale, coinvolge emotivamente il lettore che, dall’inizio alla fine della vicenda, partecipa alle sensazioni ed emozioni della funambola, grazie ad una tensione narrativa che cresce progressivamente, fino a sfumare in un sorprendente ed inatteso finale. Calato sin dall’inizio nell’ambientazione propria della favola, l’eco della famosa frase di Peter Pan è la nota di sottofondo della storia, grazie alla citazione iniziale della celebre frase di Peter Pan, basta pensare dolci e felici pensieri ed essi ti sollevano nell’aria, (you just think lovely wonderful  thoughts and thy lift up in the air), l’intreccio si arricchisce di un particolare realismo umano e sentimentale. Un uso consapevole e ormai maturo del sistema lessicale potenzia il tessuto     linguistico di espressività e colore: sono i colori del circo quelli emergono dal testo, i colori dell’infanzia evocati dal ricordo e i colori della tela del pittore che nel finale riflette sulla fragilità e sulla concretezza al tempo stesso della felicità. Impossibile rimanere indifferenti alla suggestiva metafora della funambola: per tutta la vicenda il lettore rimane col fiato sospeso, come il corpo dell’acrobata sulla fune, nell’attesa di conoscere il finale dell’esibizione della protagonista.

Menzione Racconto

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Michele Pecorari

 

4°D

È un quadro autunnale quello che rimane impresso nella mente del lettore che, grazie ad immagini e descrizioni ricche ed efficaci, avverte l’avvolgente tepore di una straordinaria ed unica giornata di fine ottobre: straordinaria nella sua normalità ed unica nella sua inaspettata dimensione di felicità.

Poesia

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Cecilia Salami

 

4°DL

La poesia descrive attraverso una serie di metafore il “trasalimento” della felicità. La struttura è paratattica e procede per accostamento di immagini e percezioni, dal freddo iniziale, avvertito dai “piedi nudi”, in un crescendo di luce e calore; il culmine è “Irruente pulsione”, verso isolato, con forte evidenza iconica, da due lunghe pause metriche e differenziato attraverso una maggior spaziatura fra i caratteri. Dopo questo slancio, il testo fissa la sensazione raggiunta di pieno benessere, poi si conclude trasmettendo al lettore l’attenuarsi repentino del “calore” che “sgela”, metafora centrale della felicità.

Il premio viene conferito per la difficoltà dell’approccio scelto e la competenza dimostrata nell’utilizzo di soluzioni sintattiche, metriche, retoriche, lessicali e tipografiche.

Menzione Poesia

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Michele Saracino

 

4°AD

Il testo, pur nella sua brevità, è molto efficace: esprime l’attaccamento e l’amore per la vita, nonostante la sua precarietà e le sue “tempeste”. È apprezzabile la soluzione metrica che crea effetti di ripetuti enjambement, dando continuità alla scrittura e mettendo in risalto alcune parole/citazioni (passa/la tempesta), ed è particolarmente centrato il finale, che con parole molto semplici esprime un concetto complesso e profondo, quasi inaspettato da un autore così giovane: la “felicità” è “uno sguardo dato /d’insieme/alla vita”.

Poesia MEDIE

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Carolina Bizzarri

(Medie San Carlo)

 

 

La poesia elenca in anafora quattro occasioni di felicità: sono momenti di vita quotidiana che esprimono sensazioni diverse, ma comunicano uno stesso senso di spontaneità e freschezza. La conclusione è ancora all’insegna della leggerezza, e lascia al lettore il senso di essersi affacciato al mondo spensierato e sereno della adolescenza.

Complimenti alla giovane autrice che è stata all’altezza del suo compito e ha retto con successo il confronto con ragazzi più grandi.

Canzone

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Irene Pignatti

 

5°AL

La raffinatezza della performance, chitarra e voce, è frutto una semplicità solo apparente, che cela invece un lavoro elegante e profondo. La canzone infatti evidenzia la maturità della compositrice, che ha saputo intessere in modo egregio testo, musica e interpretazione. La felicità appare in immagini emblema che la lingua inglese rende ancora più misteriosi. C’è del talento in Irene, che necessita ancora di lavoro e che sicuramente si perfezionerà col tempo. Auguri a questa giovane cantautrice.

Menzione Canzone

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Giulia Cerrato

 

1°EL

C’è da rimanere sorpresi nell’ascoltare la canzone di Giulia sapendo che sta frequentando il primo anno del Liceo linguistico. Appare subito evidente, infatti, la semplicità con la quale la voce mantiene l’intonazione, quasi senza sforzo. La canzone composta da Giulia rappresenta la felicità nei suoi accordi più manifesti, nella semplicità di chi ha la vita tutta davanti e ne gioisce. Il lavoro da fare è ancora tanto, ma siamo sicuri che daranno grandi soddisfazioni a questa giovane ragazza.

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