Lo scorso 19 novembre, cinque studenti della classe 4D hanno presentato in aula magna un’introduzione storica alla mostra Mutina splendidissima di prossima apertura in città, in occasione dei 2200 anni dalla fondazione della Via Emilia e della colonia romana di Modena.

L’iniziativa è il frutto di un lavoro di traduzione svolto a scuola in collaborazione con il Museo Civico Archeologico, che ha fornito il materiale bibliografico relativo alle fonti greche su Mutina e un’anteprima della ricostruzione video in 3D degli edifici di età repubblicana e imperiale rinvenuti negli scavi cittadini.

L’incontro è stato aperto alla sezione modenese dell’Associazione Nazionale Mogli dei Medici, interessata a promuovere la cultura locale, e a una rappresentanza dei giovani richiedenti asilo che partecipano al progetto Integrazione e intercultura presso il nostro istituto.

La storia di Mutina interseca la grande storia di Roma: lo storico greco Polibio, ufficiale dei Greci sconfitti deportato a Roma, riferisce che durante la seconda guerra punica la città è già un insediamento fortificato, in grado di offrire riparo ai colonizzatori romani che fuggono da Piacenza, minacciata da Annibale e dai Celti suoi alleati.

Proprio a Modena Cassio è sconfitto dal ribelle Spartaco, che viene convinto dai suoi seguaci a invertire la marcia verso le Alpi e a dirigersi a sud, dove tuttavia il suo esercito di schiavi e gladiatori sarà sgominato.

Ma l’episodio più significativo della storia romana svoltosi a Modena è la guerra tra Antonio e Decimo Bruto, soccorso dagli eserciti regolari e dal giovane Ottaviano. Antonio attacca la Cisalpina per appropriarsi di un’area strategicamente determinante, acquartieramento delle legioni più prossime a Roma. Per affrontare l’attacco, il governatore della Cisalpina Decimo Bruto sceglie Mutina: la città infatti offre provviste e acqua in abbondanza per resistere a un assedio. Nel frattempo il senato invia contro Antonio le forze regolari e un esercito reclutato da Ottaviano.

L'area limitrofa a Modena sarà teatro di due violenti scontri: a Castelfranco (Forum Gallorum) i consoli resistono alle forze di Antonio, mentre Ottaviano difende gli accampamenti. Per quanto difensiva, l'operazione gli frutterà il titolo di imperator.

Ma la vera e propria battaglia di Mutina è quella dell'aprile del 43, rappresentata nei celebri affreschi della Sala del Fuoco all'interno del Palazzo Comunale: il console Irzio muore in seguito a una coraggiosa incursione, Antonio fugge. Decimo Bruto lo inseguirà in Gallia, ma sarà abbandonato e ucciso dai propri stessi soldati. Sono i prodromi del cosiddetto secondo triumvirato: Ottaviano resta l’unico vincitore, dopo la morte a Bologna del console Pansa rimasto ferito nel primo scontro, e si accorda con Antonio e Lepido per impadronirsi del potere.

Nell’età tardoantica la città perde progressivamente la sua rilevanza e il suo benessere, ma all’epoca dell’assedio da parte di Antonio è fiorente al punto che Cicerone la definisce splendidissima, espressione scelta non a caso come titolo della mostra che aprirà il prossimo 25 novembre al Foro Boario a cura del Museo Civico archeologico, nell’ambito delle iniziative sui 2200 anni della Via Emilia, promosse anche a Reggio e Parma.

Gli studenti hanno indicato alcuni dei ritrovamenti archeologici più significativi nel centro cittadino: il foro di Mutina doveva trovarsi tra largo Garibaldi e l’incrocio di Rua Pioppa con Via Gallucci, come testimoniano i resti di una basilica e di un tempio (il Cesareum); sotto il palazzo della Provincia sono state rinvenute terme di età imperiale, mentre il tracciato delle vie Camatta, Mondatora e Canalino suggerisce la sagoma di un anfiteatro, effettivamente localizzabile e di dimensioni analoghe all’arena di Verona, ricordato dal poeta Marziale a proposito di un ricco imprenditore che vi aveva offerto giochi.

Il contributo degli studenti è stato particolarmente apprezzato per il loro sensibile coinvolgimento personale: le domande dei presenti si sono concentrate sulla motivazione che spinge oggi dei giovani uomini (Michele, Marco, Valerio, Tobia, Stefano) a interessarsi di vicende di storia antica locale con una curiosità contagiosa.

La risposta può apparire sorprendente se si guarda agli adolescenti con convinzioni preconcette: conoscere la storia di Modena significa rendersi conto che la nostra città è stata protagonista della storia di Roma, comprendendo che gli eventi sono stati segnati dalla presenza, dalle azioni e dal dramma di uomini reali, che hanno lasciato traccia significativa di sé in luoghi a noi familiari, percorsi quotidianamente nelle occupazioni consuete della vita e mai osservati prima con la consapevolezza della loro profonda rilevanza. Inoltre, imparare comporta sì un’acquisizione faticosa, ma in vista di qualcosa di bello: lo sforzo è ricompensato dalla scoperta di una dimensione di valore autentico, più appagante di altre gratificazioni facili.

Cliccando qui è possibile vedere la presentazione realizzata dagli studenti.